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Orange Speedwork: la prima bici Super-Urbana

Orange ha sede ad Halifax, nello West Yorkshire, in Inghilterra: un posto di cui siamo orgogliosi e che spesso ha avuto un’enorme influenza sul nostro modo di vivere e di progettare le nostre biciclette.

E’ una zona del Regno Unito che ha sempre avuto un importante e florido contesto industriale, grazie al quale sono nate tutta una serie di strade, piste, sentieri, canali e ferrovie che si snodavano lungo le vallate attorno alla città. I tempi sono cambiati e molti stabilimenti ora sono vuoti, molte fabbriche si sono ridimensionate e quelle che una volta erano strade trafficate sono state in parte modernizzate e riqualificate, e in parte inghiottite dalla natura. Se si sa dove cercare, si possono ancora ritrovare queste vecchie strade, nascoste tra le nuove zone industriali e tra i boschi che costeggiano le lande tutt’attorno alla città. Sono strade poco conosciute, poco trafficate e per noi sono il modo più divertente per andare in centro o al lavoro.

Sono queste strade e questi percorsi che hanno ispirato la Orange Speedwork.

L’idea è piuttosto semplice: volevamo una non-MTB. Una bici che potesse muoversi velocemente come una RX9, ma con una posizione in sella da mountain bike, da utilizzare per esplorare questi trail dimenticati e queste strade nascoste.

Volevamo una bici divertente per quando andiamo al lavoro, a fare la spesa, al pub o quando facciamo un semplice giretto con tutta la famiglia.

Sulla carta c’erano già tante bici così, ma la Speedwork è in realtà qualcosa di piuttosto unico.

A questo tipo di bici vengono di solito appioppati nomi noiosi e altisonanti: ibride, fitness, commuter… bici che si definiscono funzionali e adatte a spostarsi da A a B.

La differenza tra queste bici e la Speedwork, sta nel fatto che per noi “A” inizia con una serie di gradini, continua con un singletrack che costeggia una fabbrica dismessa, prosegue su una mulattiera in disuso, e prima di arrivare a “B” passa attraverso vicoli e marciapiedi. Ecco perchè una bici adatta ai nostri percorsi “urbani” è diversa dalla classica bici per fare il tragitto casa-lavoro.

Invece che sviluppare una bici troppo specifica, in grado di andare bene solo sulle ciclabili e sull’asfalto, abbiamo pensato a una bicicletta che ci permettesse di fare tutto ciò che ci piace quando non siamo in mountain bike, permettendoci di esplorare la nostra città e di divertirci indipendentemente dal contesto.

Una bici Super-Urbana per giri Sub-Urbani.

Il telaio doveva essere leggero ma abbastanza resistente per affrontare qualsiasi tipo di disavventura cittadina, con una geometria adatta tanto a un singletrack quanto a una pista ciclabile. Avevamo bisogno di spazio per copertoni grossi e per montare eventualmente i parafanghi. Così abbiamo deciso di utilizzare il nostro mitico telaio Clockwork, montato con una forcella in carbonio progettata ex novo, con perno passante e tanto spazio per scaricare il fango, che mantenesse l’anteriore rigido e preciso ma al contempo leggero.

Una parentesi: da noi non esistono strade ciottolate, ma abbiamo un fantastico pavè. Il ciottolato è fatto con rocce dalla forma naturale, stondata (cobbles), mentre il pavè è fatto con rocce lavorate (setts). Il nostro pavè è formato da elementi molto più grandi rispetto al pavè italiano, e questo tipo di pavimentazione è nato per offrire grip sufficiente ai cavalli che dovevano scendere e salire dalle colline alla città e viceversa.

La Speedwork è equipaggiata con gomme da 29″ che, a differenza dei copertoncini da strada, sono in grado passare senza problemi sulle grandi pietre del nostro pavè e allo stesso tempo di essere confortevoli e offrire un elevato grip quando si salta sù e giù dai marciapiedi e quando si pedala sulle strade dissestate.

Solitamente quando parliamo di giri in montagna non usciamo mai senza una mappa e qualcosa da mangiare. Con la Speedwork il bello di esplorare contesti più civilizzati sta anche nella libertà di poter andare completamente a caso, sapendo che difficilmente ci perderemo in mezzo al nulla, e che troveremo sempre un bar o un pub nelle vicinanze per non morire di fame.

Con la Speedwork abbiamo scoperto questo nuovo modo di stare in sella anche per ore senza mai allontanarci troppo da casa, girando in un contesto così diverso rispetto a quello montano a cui siamo abituati, ma con uno spirito per molti aspetti incredibilmente simile a quello della MTB.

Abbiamo scoperto che alcuni dei migliori singletrack di Halifax si trovano su terreni semi abbandonati, attraversati da fiumi e canali. Ci sono buche, radici, contropendenze e salti da fare invidia ai trail dei bike park più rinomati. Si tratta di sentieri che difficilmente verranno presentati su un sito o una guida e che mai appariranno su STRAVA. Li abbiamo trovati grazie alla voglia che la Speedwork ci ha fatto venire di salire in sella e scoprire ciò che abbiamo dietro casa.

La Speedwork è un modello che nasce come seconda bici, ma che per molti di noi è finita per diventare quella su cui percorriamo più km. Ci ha aperto gli occhi su una tipologia di riding e una serie di sentieri che avevamo sotto il naso e di cui non ci eravamo mai accorti.

Per molti di noi è anche diventata uno strumento per arrivare al lavoro con un bel sorriso.

Entra nella scheda, qui sotto, per scoperie tutti i dettagli, le geometrie e il montaggio della Orange Speedwork .

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